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Nomine: nessun patto politico, solo criteri professionali

31.07.2012 - Le nomine dei vertici di Hcs e delle partecipate non sono il frutto di accordi o equilibri politici, ma di scelte operate dal Primo cittadino sotto la sua responsabilità

Le nomine  dei vertici di Hcs e delle partecipate non sono il frutto di accordi o equilibri
politici, ma di scelte operate dal Primo cittadino sotto la sua responsabilità ed in base a
due soli criteri: la professionalità e la fiducia personale che ripone in questi professionisti
(che in qualche caso si prestano a titolo gratuito).

La situazione ereditata (con 133 assunzioni negli ultimi 18 mesi) e atti certificati di clientelismo
da parte del sindaco uscente che ha imposto assunzioni con tanto di livelli e nominativi di cui oggi
la Corte dei Conti chiede i danni esigono si faccia chiarezza prima ancora che giustizia. Per questo inizierà immediatamente una Audit esterna pesantissima, organizzativa a contabile,
(Tonucci&Partners e Deloitte) che sfocerà in una nuova proposta di piano industriale (e quasi
certamente in una serie di denunce alla magistratura ordinaria e contabile).

Si tratta di una vera e propria indagine che prospetta risvolti pesanti e ricette amare.

Far spazio ad una Audit del genere ha imposto il cambio di tutti i vertici che altrimenti si
troverebbero ad interferire.

Può essere senz'altro che qualcuno nel disastro si sia distinto e abbia ben operato. Ma non è dato
saperlo prima dei risultati dell'Audit. In questo senso i numeri e i bilanci non sono stati di alcun aiuto
perché non esistevano regole per la fatturazione infragruppo in assenza di contratti di servizi.

 Proprio perché nessuno sa come andrà a finire, non si può dire se a ottobre Città Pulita, Argo,
Ippocrate, Civitavecchia infrastrutture e la stessa HCS esisteranno ancora. Anzi è molto probabile
che l'intera ingegneria societaria verrà smontata e rimontata.

Quella attuale produce troppi oneri fiscali e letta in filigrana aveva un unico scopo: favorire
la vendita (o la svendita) a privati.

Come dire: i nomi dei nuovi amministratori suono tutti scritti a matita in cima a aziende 
che molto probabilmente con l'anno prossimo non esisteranno più.

 Nel frattempo da questo mese gli stipendi vengono pagati con i contributi regolarmente
versati. Non solo, ma è stata regolarizzata la posizione contributiva pregressa con i vari istituti
avendo negoziato accordi e dilazioni di pagamento

Con ciò l'Amministrazione dimostra di voler imboccare da subito a strada della legalità e
del risanamento

 Dunque l'Amministrazione si accolla da subito tutto il peso di scelte non sue pur di garantire
la continuità dei servizi alla città.

Occorre quindi fare presto, prestissimo e riportare gli economics a livelli accettabili, migliorando
l'efficienza dei servizi oggi del tutto disattesa. Ma mai come in questo caso una rondine non fa primavera.

 Anzi prelude ad un autunno difficile fatto di sacrifici, di ridimensionamenti e possibile  cassa integrazione.
Per il momento tutto il peso grava sulle spalle dei cittadini che hanno sopportato l'aumento dell'IMU
e che pagheranno per il “sistema HCS” un milione e mezzo al mese. Troppo.
E per questo occorre solo una cosa: fare bene e fare presto. Ed è questo il tentativo oggi
in atto con le nuove nomine.

 

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